La chiesa di Santa Eufemia
Le sue origini sono remote, come la dedicazione stessa ad una santa mediorientale: Eufemia, martirizzata a Caledonia nel 303 ed assunta a simbolo dell'ortodossia cattolica in seguito al Concilio ecumenico tenuto nella sua basilica sul Bosforo nel 451. Non è possibile, data la mancanza di fonti dirette, appurare se il fondatore sia stato il vescovo di Como Abbondio. La chiesa parrocchiale sorge a ridosso del colle del Castello, lungo la cerniera d'incontro delle parti in cui era diviso il comune medioevale. La prima citazione documentaria della chiesa risale al novembre 1117 a proposito della consacrazione della stessa, che probabilmente era stata ricostruita. Dell'antico edificio oggi sopravvive ben poco, anche perché, sul finire del XV secolo la chiesa venne completamente ristrutturata. I lavori di costruzione durarono dal 1528 al 1590, cui seguì la posa del sonoro campanone nel 1600 che ancora oggi costituisce la voce più possente del concerto delle campane di Santa Eufemia, uno dei più maestosi della Valtellina. L'interno contiene numerose e pregevoli opere: l'altare maggiore in marmo; il coro dai pregevoli scanni in legno intagliato ed intarsiato; numerose tele; le cappelle delle navate laterali; l'organo di stile neoclassico.
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