L'oratorio dei Bianchi

Oratorio dei Bianchi: facciata

Più che una chiesa sembrerebbe una vecchia casa rurale se non fosse per le facciate tutte affrescate ed ornate e per un portale d’ingresso in pietra verde, elegantemente scolpito con un cartiglio recante la data 1762. Fu la sede dei Bianchi, o Disciplini, i cui affiliati indossavano un saio bianco con cappuccio. Secondo la tradizione, la fondazione è da attribuire a S. Bernardino, che visitò Teglio nel 1432 per riportare la pace tra le fazioni guelfe e i ghibelline. Molto interessanti da punto di vista documentario ed artistico è la facciata con i suoi affreschi di spiccato carattere devozionale e didascalico, che contraddistinguono un vero repertorio di religiosità popolare medioevale. Nella parte superiore della superficie dipinta (probabile opera di Giovannino da Sondalo: fine XV, inizio XVI secolo) è affrescata la Danza macabra, unico esempio in Valtellina di questo tema pittorico di origine transalpina che trovò ampia diffusione sul finire del XV secolo. Nella trappola tesa dalla Morte, personificata da uno scheletro intento a tirare a sé la rete, sono prigionieri il Papa, l’Imperatore, il Re, borghesi e popolani, tutti accomunati dallo stesso tragico destino.

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Fotografia:
Scuola Media Tresenda ©